I nuovi “Iper e Super” ammortamento, previsti dalla Legge di Bilancio 2020, penalizzano artigiani e commercianti lasciando pressoché invariato il beneficio per le società maggiormente strutturate o afferenti all’industria.

Il credito d’imposta del 6% per gli investimenti in beni strumentali nuovi, o del 40% o 20% per i beni industria 4.0, conviene meno rispetto ai benefici legati al super o iper ammortamento della precedente normativa, se si prende in considerazione come un costo  il carico contributivo a cui sono soggetti i soci delle imprese artigiane e commerciali con qualsiasi veste societaria (società di capitali, società di persone, ditta individuale).

Infatti, la precedente norma, prevedeva una variazione in diminuzione, in ragione dei maggiori ammortamenti fiscali, che permetteva una riduzione del «reddito d’impresa», diminuendo così anche la base imponibile previdenziale.

Di seguito un esempio per determinare l’impatto delle nuove norme sulle politiche di investimento delle imprese italiane, assumendo come semplificazione che le attività analizzate siano soggete a IRES, e lasciando intendere che per i soggetti IRPEF la nuova norma è ancor più penalizzante, all’aumentare del reddito, rispetto alla precedente che aveva una funzione contraria.

Si supponga una srl che decida di acquistare un macchinario nuovo di euro 100.000. Nella tabella seguente vengono messi a confronto i benefici, tra disciplina del 2019 e disciplina del 2020, in termini una maggiore e virtuale liquidità aziendale:

 

Investimenti in beni strumentali nuovi ex super-ammortamento

Si evidenzia come l’impatto della nuova norma penalizzi ogni categoria di imprese (stesse considerazioni valgono per i professionisti), con un maggiore effetto negativo per le imprese artigiane e commerciali.

Suggerimento professionale

Acquistare, entro il 31/12/2019, beni strumentali nuovi il cui acquisto era previsto nel nuovo anno, sembra il miglior suggerimento da dare. Effettuare il medesimo investimento nel 2020 determina per le imprese artigiane/commerciali una perdita di circa il 13%.

Investimenti in beni Industria 4.0 interconnessi

È evidente come per le imprese artigiane e commerciali l’appeal ad investire secondo le nuove norme sia molto meno allettante rispetto a prima; la perdita di beneficio infatti supera il 40 % dell’investimento effettuato. Resta pressocché invariato l’effetto per tutti quei soggetti che non afferiscono alle due categorie anzidette.

Suggerimento professionale

Rivedere i propri piani industriali con così poco tempo a disposizione non è facile per le imprese. La forza di quelle italiane risiede proprio nella capacità di adattarsi a un sistema politico che fa il buono e il cattivo tempo con imprevedibilità metereologica.

Le imprese artigiane e commerciai devono entro la fine del 2019 aver accontato per almeno il 20 % gli investimenti che avevano programmato in futuro, ma per i quali conviene ampiamente fare uno sforzo finanziario anticipato per usufruire dei maggiori benefici.

Fare o non fare questa scelta costerà alle imprese artigiane e commerciali oltre 40.000 euro ogni 100.000 euro di investimento. Questo perché l’acquisto di un macchinario 4.0 per 100.000 euro determina, sino al 31/12/2019, benefici per oltre 80.000 che aggiunti alla riduzione ordinaria di imposta conseguente alla normale deduzione del bene, permette di effettuare investimenti a costo 0,00.

Un cambiamento non da poco!

 

23 Dicembre 2019

Articolo a cura di

Giovanni Berti Dottore Commercialista